Numero 2/2026 Sezione monografica
Umano, non-umano, inumano. Riflessione pedagogica tra crisi e possibilità di un nuovo umanesimo
Editors: Amelia Broccoli e Giuseppina D’Addelfio

La rivista è collocata dall’Anvur in Classe A per l’Area 11 (Scienze storiche, filosofiche e
pedagogiche), settori concorsuali 11/D1 e 11/D2.

Lingua: italiano, inglese, francese, spagnolo

Deadline:
20/12/2025: termine ultimo per l’invio degli abstract
● 10/01/2026: comunicazione agli interessati dell’esito della valutazione degli abstract
● 31/03/2026: scadenza per l’invio del testo completo, conforme alle norme redazionali,
anonimo e privo di riferimenti che ne rendano identificabile l’autore da parte dei revisori.

La sezione monografica della rivista si propone di avviare una riflessione critica sul significato dell’humanitas nella nostra complessa contemporaneità, anche alla luce delle frequenti crisi e tensioni geopolitiche che si susseguono su scala planetaria. L’obiettivo vuole essere quello di risemantizzare termini polisemici come quelli di umanità e umanesimo allo scopo di evitare infruttuose banalizzazioni del loro significato. «In cosa consiste l’umanità dell’uomo? Essa riposa nella sua essenza», annotava Heidegger nella Lettera sull’“umanismo”. Ma è ancora possibile definire l’essenza etico-ontologica dell’umano in tempi in cui sembrano prevalere incuria e disumanità? Oppure, come suggeriva Gramsci, il vocabolo uomo non indica un’essenza assoluta e immutabile, ma un processo, un divenire collocato nella storia, ed è quindi necessario ridefinire la grammatica essenziale di un possibile discorso sull’anthropos che sappia sottrarsi ad appropriazioni ed espropriazioni legate a differenti metafisiche e/o a logiche di potere. Quale potrebbe essere allora oggi l’obiettivo di una pedagogia che abbia davvero a cuore il senso dell’umano? Le pratiche educative contemporanee appaiono sempre più di frequente legate a schemi procedurali tecnico-operativi in cui si rivela quasi marginale la questione del senso, mentre ogni soggetto chiede, a ben guardare, di essere interpellato nella sua pienezza esistenziale. Si conferma allora la necessità per il sapere pedagogico di restare fedele alla sua ratio epistemologica, quella di tenersi ancorata ad una modalità riflessiva razionale e critica sulla prassi educativa in
dialogo costante con le dinamiche sociali e politiche del suo tempo.

In particolare, il numero 2/2026 di «Scholé. Rivista di educazione e studi culturali» intende indagare sul tema “Riflessione pedagogica tra crisi e possibilità di un nuovo umanesimo” e pertanto accoglie contributi che: mettano a tema, nella prospettiva dei saperi pedagogico-didattici, della storia della pedagogia e dell’educazione e/o nella cornice degli studi culturali, le diverse crisi dell’umano che attraversano il nostro tempo: crisi economiche, politiche, ambientali ma anche crisi dei saperi e delle relazioni, con particolare attenzione alle crisi nei luoghi e nei metodi dell’educare (crisi della scuola, della famiglia, delle comunità, della società e delle realtà lavorative). In ciascuno di questi ambiti, la riflessione sull’educazione e sulla progettualità pedagogica è chiamata, oggi più che mai, a dischiudere nuovi orizzonti di umanizzazione.

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