RIPENSARE L’UMANO. VULNERABILITÀ, CURA EDUCATIVA, BELLEZZA E RELAZIONI AUTENTICHE
Università Magna Graecia – Catanzaro, 26-27 novembre 2026
Deadlines e date utili:
| 10 giugno 2026 | Invio abstract (max 1.000 caratteri spazi inclusi + 5 Parole chiave + 5 riferimenti bibliografici) |
| 30 giugno 2026 | Notifica di accettazione abstract |
| 1 settembre 2026 | Invio full paper |
| 20 settembre 2026 | Notifica esito full paper |
| 30 settembre 2026 | Restituzione paper con eventuali correzioni |
| 26 novembre 2026 | Pubblicazione atti |
In continuità con la tradizione del CIRPED, che pone al centro della propria riflessione epistemologica la soggettività personalizzata e le sue declinazioni prasseologiche e metodologiche, la Call prosegue un percorso di ricerca che assume la complessità come orizzonte ineludibile dell’agire educativo contemporaneo. La realtà odierna si presenta caratterizzata da un intreccio di questioni strutturali, geopolitiche, ambientali, identitarie, relazionali, istituzionali e digitali, che si intersecano e si amplificano, rendendo il compito educativo più arduo e più urgente.
In uno scenario così problematico e complesso, i modelli educativi improntati a meccanicità e proceduralità, così come quelli di impronta meramente tecnocratica, manifestano evidenti limiti nel dotare i soggetti di strumenti adeguati ad affrontare l’instabilità strutturale del presente. Per questo, la pedagogia è chiamata a rivedere costantemente il proprio paradigma epistemologico e a ri-problematizzare i suoi riferimenti etici, affinché la trasmissione di contenuti e competenze sia orientata alla formazione di soggetti capaci di sostare nell’incertezza, di riconoscere la vulnerabilità come risorsa generativa e di intessere legami autentici in un contesto che ne produce incessantemente di simulati. Contribuire al «progetto paidetico» umano significa fare dell’educazione un atto di riposizionamento etico e di speranza progettata, per immaginare e costruire futuri educativi.
La proposta scientifica del convegno si articola attorno a tre categorie pedagogiche fondative: «cura educativa, vulnerabilità e bellezza», capaci di restituire, e allo stesso tempo ripensare, il senso del legame educativo in un’epoca caratterizzata dalla proliferazione di relazioni artificiali e disincarnate.
La «cura educativa», nella sua accezione pedagogica più profonda, si configura come condizione strutturale dell’esistenza umana e come pratica relazionale orientata a promuovere il «ben-essere» per il «ben-esserci» dell’Altro nella sua singolarità e vulnerabilità. La «vulnerabilità», al pari della fragilità, non è una condizione da superare o da mascherare, ma una dimensione costitutiva e ineludibile dell’esperienza umana. Lungi dall’essere sinonimo di debolezza, essa rappresenta il luogo in cui si manifesta l’esposizione alla «ferita del mondo» e l’apertura all’Altro, e dunque la capacità di essere toccati, trasformati, educati. Si tratta di un orientamento etico e relazionale che pone al centro la responsabilità verso l’alterità e la cura di ciò che è consustanziale alla natura umana.
A questa stessa logica appartiene la categoria della «bellezza», alla quale il convegno attribuisce piena dignità epistemica. Non si tratta di bellezza come ornamento o consolazione contingente, bensì di una categoria trasformativa capace di spezzare l’indifferenza, di risvegliare il desiderio di conoscere e di conoscersi, di esistere e non soltanto di funzionare, di restituire profondità all’esperienza umana continuamente esposta alla frammentazione e alla superficialità. Tale concezione assume particolare rilevanza nel contesto della contemporaneità digitale, in cui la proliferazione di relazioni mediate e di simulacri interazionali tende a erodere la qualità dell’esperienza relazionale, sottraendo reciprocità e profondità alle forme di riconoscimento intersoggettivo.
Il seminario vuole offrire uno spazio di riflessione e di confronto, nella convinzione che solo attraverso la convergenza e il dialogo tra i diversi approcci della ricerca pedagogica sia possibile rispondere con rigore teoretico e creatività metodologica alle questioni sollevate.
TRACKS DI RICERCA
- Cura e legami sociali
La track accoglie contributi che esplorano la cura, il riconoscimento e la vulnerabilità come categorie pedagogiche; la responsabilità come fondamento dell’agire educativo; le pratiche di progettazione in contesti di marginalità e disuguaglianza, con particolare attenzione alle competenze relazionali e deontologiche delle professioni educative.
- Vulnerabilità e inclusione
La track accoglie contributi che assumono la vulnerabilità come categoria fondativa e la diversità come condizione costitutiva dell’umano; che ripensano i dispositivi inclusivi, i linguaggi educativi e le pratiche nei contesti scolastici, familiari e sociosanitari; che leggono la crisi come occasione di trasformazione, interrogando il ruolo e la formazione dei professionisti dell’educazione e della cura.
- Ben-essere e apprendimento
La track accoglie contributi su pratiche, strumenti di progettazione e valutazione relativi allo sviluppo di competenze trasversali, all’educazione affettiva e alle relazioni tra errore, incertezza, resilienza, «ben-essere» e qualità dell’apprendimento, nonché all’impatto del digitale sui sistemi educativi e sulla relazione educativa.
- Bellezza e resistenza pedagogica
La track accoglie contributi che esplorano la bellezza come categoria pedagogica e pratica educativa, il suo ruolo nei contesti educativi e la sua funzione di antidoto all’anestesia emotiva; che indagano la progettazione di ambienti e spazi formativi capaci di generare significato, nell’intreccio tra bellezza e vulnerabilità.
- Lavoro e professioni educative
La track accoglie contributi che indagano la funzione educativa e formativa del lavoro, in particolare delle professioni di cura che, nelle nostre società plurali e frammentate, hanno la finalità sempre più urgente e indispensabile di accompagnare la piena fioritura di ciascun essere umano.
Al presente link troverete un Google Form di iscrizione al convegno e di modalità di invio abstract!
